Autodifesa digitale Zanshin Tech

Zanshin è una parola giapponese che indica lo stato di vigilanza controllata e serena che il maestro di arti marziali deve avere prima durante e dopo un aggressione: è uno stato in cui si è coscienti di tutto ciò che ci circonda (pericoli e aggressori inclusi) senza per questo cedere alla paura, all'ira o ad altri sentimenti. Lo Zanshin Tech è quindi un percorso lungo, svolto in genere un'ora e mezza a settimana in un luogo dotato delle attrezzature necessarie per questa pratica (computer, tavoli, sedie) Attraverso l'analisi di casi reali e la loro dissezione nelle singole tecniche di attacco utilizzate dall'aggressore, gli allievi imparano a riconoscere i meccanismi interni del cyberbullismo, dell'adescamento e di molte altre aggressioni digitali come le truffe online o il cyberstalking, sempre rispettando le Regole del Dojo, la prima delle quali è “Non usare ciò che si impara per fare del male”.

Cyberbullismo infatti vuol dire poco o niente: esistono tecniche specifiche, sempre uguali, che vengono usate per aggredire una persona. Studiando assieme queste tecniche e le loro "contromosse" è possibile fermare un'aggressione sul nascere ed impedire che diventi un problema. La pratica dello Zanshin Tech prevede inoltre molti approfondimenti sulle tecnologie sia hardware (computer, cellulari, tablet, ecc) sia software (programmi da utilizzare per tutelarsi, funzionamento dei singoli social network, ecc) in modo da saper usare le tecnologie prima e meglio di chi può farci del male.

Nei livelli successivi al primo lo Zanshin Tech diventa Peer Education: gli allievi imparano ad insegnare ai più giovani e a collaborare coi maestri più grandi, responsabilizzandosi ed imparando da un lato a prendersi cura dei più piccoli, dall'altro ad insegnare ai grandi le tecnologie che potrebbero non conoscere.  Le lezioni di Zanshin Tech si tengono con cadenza settimanale e durano circa un'ora e mezza. Le classi sono composte da non più di 15 persone, generalmente divise per fascia d'età.

Chi pratica Zanshin Tech viene definito Guerriero Digitale ed il suo livello è espresso da un bracciale colorato.

I livelli sono:

Bianco (2° Kyu)
Bianco Arancione (1° Kyu)
Arancione (1° Dan)
Bianco Verde (2° Dan)
Blu (3° Dan)
Bianco Blu (4° Dan)
Verde (5° Dan)
Bianco Marrone (6° Dan)
Marrone (7° Dan)
Nero (8° Dan)

Come in ogni arte marziale la pratica inizia e finisce con il saluto: un elemento di rispetto che raccoglie in se tutto lo spirito dell'insegnamento, dopodiché gli allievi allestiscono le postazioni con i computer e prendono posto davanti ad essi. I Sensei (i maestri della palestra) fanno quindi ripetere agli allievi le Cinque regole del Dojo:

non si usa mai ciò che si impara a Zanshin Tech per attaccare

il rispetto si deve a tutti: maestri, compagni e persino al nostro aggressore

ciò che si dice nel dojo resta nel dojo: se qualcuno vuole raccontare una sua esperienza rispetteremo ciò che ci dice e non lo racconteremo in giro

non si fa lezione se non ci sono almeno due maestri e tre allievi presenti

si lascia il dojo come lo si è trovato

Queste regole sono importantissime e formano la base del codice d'onore necessario per ricevere insegnamenti che potrebbero anche essere usati per fare del male. Si inizia quindi la lezione: i Sensei assegnano gli esercizi agli allievi avendo cura di seguire singolarmente il percorso di crescita di ciascuno. Gli allievi più esperti aiutano nell'insegnamento occupandosi dei loro compagni più giovani, ma l'età non è una costante: è capitato che allievi di 12/13 anni seguissero con successo allievi di 25 appena arrivati al dojo; è la peer education, un termine relativamente nuovo per qualcosa che nelle arti marziali orientali esiste da sempre.

Gli esercizi proposti possono essere di tipo prettamente tecnico (tracciare una mail, scoprire chi si cela dietro ad un falso profilo, rintracciare un numero di telefono, ecc) oppure più orientati all'individuazione dell'attacco e all'applicazione di contromosse psicologiche per scoraggiare l'aggressore. Alcune lezioni sono poi dedicate all'analisi di casi reali di aggressione digitale: i Sensei raccontano la storia, lasciando poi agli allievi il compito di suddividerla negli eventi salienti e di procedere quindi all'analisi individuando le tecniche di attacco utilizzate e, per ciascuna, le possibili contromosse. Vengono anche individuati i segnali da notare negli altri: vere e proprie richieste di aiuto non verbali che ciascun Guerriero Digitale deve allenarsi a cogliere in modo da poter vigilare sui propri amici e compagni di scuola.

In caso di situazioni difficili o di racconti particolarmente toccanti viene dato ampio spazio alla parte emozionale, permettendo così una “decompressione” graduale ed una ripresa dello stato di Zanshin per ciascun allievo. Al termine della lezione gli allievi riportano il dojo allo stato in cui lo hanno trovato, smontando le postazioni pc e rimettendo a posto ogni cosa, dopodiché si riuniscono in cerchio per eseguire il saluto finale.

lo Zanshin Tech, è la prima arte marziale digitale mai creata: fonde gli insegnamenti tradizionali delle arti marziali orientali (non violenza, rispetto dell'altro, serena concentrazione, disciplina) con conoscenze tecnologiche tratte dal mondo della cyber security.

Adatto a tutti (dagli 11 anni in su) insegna a stare sicuri in rete e a difendersi da fenomeni come cyberbullismo, adescamento ed altre aggressioni digitali.